martedì 6 maggio 2008

IL 1° MAGGIO E L'ALTO PROFILO ISTITUZIONALE DEL CENTRO-DESTRA

Anche quest’anno, la locale sezione della CGIL ha organizzato una manifestazione per la celebrazione del Primo Maggio, festa dei lavoratori. L’iniziativa, che ha visto l’intervento di Minnj Mincuzzi, segretario provinciale Flai CGIL, era aperta a tutti i cittadini di Corato e ai rappresentanti dei partiti politici (regolarmente invitati) che avessero voluto partecipare a questo momento celebrativo. Anche le istituzioni locali sono state invitate ad intervenire in rappresentanza di tutta la cittadinanza di Corato. L’Amministrazione di centro-destra è stata, invece, del tutto assente (come già accaduto negli ultimi due anni). O meglio, gli esponenti della destra coratina si sono affacciati in piazza Cesare Battisti al termine del corteo (al quale non avevano partecipato), rimanendo in disparte. Tra costoro vi erano anche membri della Giunta comunale e il Presidente del Consiglio Comunale, dal quale, in qualità di rappresentante di tutti i consiglieri comunali, ci saremmo aspettati una diversa sensibilità e una partecipazione più attiva. Questi autorevoli personaggi, invece, hanno preferito aggirarsi ai limiti di Piazza Cesare Battisti, giusto per non rinunciare al loro tipico presenzialismo, stringendo mani e dispensando plateali saluti (forse dimentichi del fatto che la campagna elettorale sia terminata).
Certo, questo comportamento non ci stupisce più di tanto, ma avevamo pensato che le parole pronunciate dal neo presidente della Camera, Gianfranco Fini, sull'importanza del 25 aprile e del 1° Maggio, potessero inaugurare una nuova e più avveduta prassi istituzionale anche a Corato. Tuttavia, abbiamo dovuto rilevare come il buon Fini, prima di diventare Presidente della Camera, non si è affatto presentato alle celebrazioni per l’anniversario della Liberazione, mentre il giorno dopo la sua elezione ha vergognosamente marcato visita per quelle del Primo Maggio, lasciando solo il suo collega Schifani alla destra del Presidente della Repubblica, costringendo il Presidente del Consiglio a “scalare” di un posto per riempire quella sedia vuota (quando si parla di sinistra riempi poltrone). È questa l’attenzione che la destra italiana, a Roma come a Corato, dedica ai problemi del lavoro? È questo il rispetto concesso ai lavoratori che, anche durante il Primo Maggio, continuano ad essere vittime di infortuni? È questo l’alto senso delle istituzioni di chi invoca la lotta armata per dividere l’Italia? Non ci resta che complimentarci con il centro-destra italiano, che continua progressivamente lungo la sua strada di demolizione dell’antifascismo e dei diritti dei lavoratori, cercando di convincere gli italiani che queste siano solo “feste da comunisti”. Non ci riusciranno.
Non abbiamo niente di che vergognarci. Non candidiamo fascisti come Ciarrapico, e non abbiamo paura a difendere i diritti dei lavoratori.
Siamo orgogliosi del nostro antifascismo, del Primo Maggio e del nostro ordinamento costituzionale. Siamo molto meno orgogliosi di chi, indegnamente, le rappresenta.


Rifondazione Comunista
la Sinistra L’Arcobaleno
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