sabato 8 novembre 2008

Ribadire i principi antifascisti è una necessità insopprimibile per tutti i cittadini democratici

Ennesima azione fascista contro la sede di Rifondazione Comunista



Non possiamo dirci troppo sgomenti per quanto accaduto questa notte, se non per il fatto che (anche questa volta) nessuno ha visto niente e nessuna autorità agirà con la giusta determinazione contro i balordi neofascisti coratini. Che sottraggano un grosso striscione da un comitato elettorale (del PRC), che spacchino vetrine o insegne di sedi politiche (sempre del PRC), o che minaccino direttamente cittadini con la sola colpa di avere look “alternativi” questi soggetti sono messi sempre nelle condizioni di operare liberamente, senza che nessuno alzi un dito o dica una parola chiara sui loro gesti idioti e prepotenti.

Questa volta sulla saracinesca della nostra sede è comparso il supposto affronto “Meglio morto che rosso”, accompagnato dall’immancabile croce celtica che, in questa circostanza, appare come una chiara rivendicazione del gesto. Abbiamo scoperto oggi che il sindaco di Roma, che non nasconde di identificarsi con questo simbolo tanto da portarlo sempre al collo con una collana, ha degli epigoni anche a Corato. Ci risulta che vi sia chi imiti l’inopportuna scelta di Alemanno anche tra i politici di destra della nostra comunità ed Amministrazione. Oggi questi signori saranno contenti di avere un altro emulo delle loro sconvenienti abitudini in chi vandalizza inutilmente (e illegalmente) le strutture di un partito politico democratico come Rifondazione Comunista.

Non sarà certamente un’insulsa frase - anche se firmata, questa volta - a bloccare la nostra attività politica; lo sappiano gli avversari e gli ingenui grafomani fascisti autori del gesto.

Dobbiamo esprimere il nostro rammarico per l’oggettiva persistente inerzia tanto delle forze di Pubblica Sicurezza, tanto dell’Amministrazione comunale. Nonostante le assicurazioni che avevamo ricevuto da loro solo qualche mese fa, a ridosso della campagna elettorale, oggi registriamo l’ennesima aggressione nei nostri confronti e al contempo la totale libertà d’azione di cui i gruppuscoli neofascisti godono, testimoniata dalle innumerevoli scritte disseminate sulle mura cittadine, senza che alcuno provveda quantomeno alla dovuta rimozione.

Vorremmo sperare che si possa cambiare registro e vigilare con più attenzione, senza consentire che le idee fasciste abbiano libertà di espressioni pubbliche, come ci assicurò il Sindaco in un incontro di qualche tempo fa. Continuiamo a sperarlo anche se la condotta delle autorità locali appare palesemente contraddittoria, come dimostrano alcuni testi messi in vendita in occasione della manifestazione “Libri d’autunno”. “La fiamma celtica” (per l’appunto), “La notte brucia ancora”, “Fascisterie”... che gli ignoti imbrattatori fascisti abbiano acquistato questi libri in piazza durante una manifestazione organizzata direttamente dall’Amministrazione comunale? Chi lo sa, probabilmente no, ma non possiamo nemmeno escluderlo. Certo è che, ancora una volta, il nostro comune si è distinto per aver dato cittadinanza e pubblicità a idee, simboli e opere fascisti.

Noi, da parte nostra, rafforzeremo il livello di vigilanza e controllo militante con tutte le nostre risorse, agendo sia sul piano legale che, soprattutto, su quello della mobilitazione politica e sociale per riaffermare i convincimenti e i principi antifascisti nostri e della nostra Costituzione.



Direttivo del

Partito della Rifondazione Comunista

Sez. “A. Gramsci” – Corato

In questa pagina sono pubblicate le foto dell’atto vandalico e dei testi in vendita durante la manifestazione di ottobre “Libri d’autunno” organizzata dall’Amministrazione comunale di Corato.


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