martedì 13 maggio 2008

Molto consenso, scarso coraggio

Anche la prossima Amministrazione sta nascendo con un deciso accentramento di competenze sul Sindaco Perrone

Dopo il Consiglio, anche la “nuova” Giunta Comunale si dimostra monosessuata

A Corato le donne certamente non premono alle porte delle organizzazioni politiche per entrare nelle stanze dei bottoni. Una dimostrazione è la scarsa presenza femminile nelle liste che hanno concorso all’elezione del Consiglio Comunale. E del resto anche l’Amministrazione uscente non brillava per presenza femminile: 0 le donne in Consiglio, 0 in Giunta.

Tuttavia, la scarsa partecipazione femminile non giustifica la scelta del sindaco Perrone il quale avrebbe ben potuto disporre del prestigio e dell’autorevolezza che l’ampio risultato elettorale gli ha conferito per nominare almeno una donna in Giunta. Peraltro, in questo modo si sarebbe dato seguito e credibilità alla lodevole iniziativa intrapresa dalla scorsa Amministrazione di varare il regolamento della Consulta delle Pari Opportunità che, senza gesti e atti politici concreti, rischia di rivelarsi una mera operazione di facciata. La nomina di una donna in Giunta con delega e fondi specifici per la promozione della parità dei diritti tra donne e uomini forse avrebbe potuto rappresentare il primo passo nel percorso di emancipazione culturale che una comunità ancora profondamente legata a retaggi maschilisti e patriarcali come la nostra deve compiere.

Non solo, l’attribuzione delle deleghe segna ancora una volta l’assenza delle politiche giovanili e l’avocazione al Sindaco delle competenze in materia di urbanistica e cultura. Dunque, se da un parte continua l’indifferenza dell’Amministrazione per le giovani generazioni che non sono degne di ricevere un referente politico-istituzionale preciso in Giunta, motore di progettualità specifiche e di azioni complesse, dall’altra il Sindaco lancia il segnale di volere continuare a gestire in maniera autocentrata e autoreferenziale le materie più simbolicamente importanti della politica amministrativa.

Noi crediamo che, per gli impegni che attendono il nostro ente nei prossimi anni, si dovesse usare maggior acume e si dovessero attribuire quelle deleghe a soggetti competenti che avrebbero potuto contribuire a elaborare un programma di sviluppo culturale e urbano potendone seguire direttamente e con costanza le problematiche, le opportunità e le criticità connesse a queste due grandi materie. Il timore è che grossi nodi come l’attivazione e la gestione del Teatro comunale e la destinazione di Palazzo Gioia da una parte e l’adozione del nuovo PUG dall’altra (solo per fare gli esempi più eclatanti e senza citare le questioni che potrebbero sorgere con l’implementazione dei programmi POR 2007-13) non riceveranno l’attenzione che meritano, soltanto in ragione delle velleità di protagonismo del Sindaco.

Credevamo che una vittoria così ampia conferisse al sindaco e alla sua compagine il buon senso e il coraggio per compiere gesti saggi e lungimiranti. Evidentemente ci sbagliavamo.

Noi, dal canto nostro, vigileremo per limitare eccessi personalistici dannosi per la città.


Rifondazione Comunista

la Sinistra l’Arcobaleno

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giovedì 8 maggio 2008

Documento politico su analisi del voto

Un’analisi della sconfitta partecipata per cominciare un nuovo percorso

Il sindaco uscente è stato riconfermato con quasi 23 mila voti (ben 5 mila in più rispetto alle scorse amministrative) che corrispondono quasi ai ¾ dell’elettorato che si è recato alle urne. Le liste del centro destra crescono di 7 punti percentuali netti rispetto a cinque anni fa, che corrispondono a circa 2.500 voti in più. Questo è il quadro sintetico di una sconfitta innegabile sulla quale le forze di sinistra devono interrogarsi, come Rifondazione Comunista sta facendo fin dai giorni immediatamente successivi al voto.
Dall’attenta analisi del voto, il dato più eclatante e preoccupante per il futuro, però, è la scarsa tenuta delle forze democratiche e di sinistra che subiscono un pesante arretramento rispetto a cinque anni addietro. Il PD perde all’incirca il 7% a vantaggio delle liste di centro destra e persino il Partito Socialista che in questa tornata correva con una propria candidatura, perde oltre la metà dei propri consensi. Le forze di centro-sinistra dovranno profondamente riflettere sul proprio ridimensionamento e sul plebiscito personale e politico ottenuto da Perrone e dalla propria coalizione. Andranno individuati con attenzione gli errori commessi nel precedente quinquennio di opposizione, ma anche nell’individuazione delle candidature e nella gestione complessiva della campagna elettorale, da tutte le componenti e da tutti i soggetti di ognuno dei partiti di centro-sinistra.
In questo quadro pesantemente negativo il risultato della Sinistra Arcobaleno, seppur non rassicurante, appare come un segnale di tenuta sostanziale. Il gruppo, che si raccoglie in buona parte attorno a Rifondazione Comunista, anche grazie all’apporto di altre soggettività, conferma i voti delle ultime amministrative e conquista un seggio in Consiglio Comunale. Questo risultato, se rapportato a quanto accaduto nelle contestuali elezioni politiche e se considerato nell’ambito di un risultato amministrativo comprime il peso delle forze di sinistra, non appariva affatto scontato e costituisce per noi un piccolo capitale politico sul quale investire per i progetti e le attività future.
Sebbene il risultato complessivo di Rifondazione sia sostanzialmente accettabile, non vogliamo sottrarci a un confronto deciso e franco con le altre forze politiche del centro-sinistra e, soprattutto, con i nostri elettori, con i nostri sostenitori e con tutti i cittadini interessati a conservare nel nostro paese uno spazio per la dialettica politica libera e democratica che i risultati del 13-14 aprile, per molti versi e per molte ragioni, mettono in discussione.
Anche per queste ragioni vogliamo lanciare la proposta a tutti i partiti e a tutte le soggettività singole e organizzate che si riconoscono nel campo democratico e progressista di tenere un forum pubblico, un dibattito aperto alla partecipazione di chiunque voglia contribuire con il proprio specifico all’analisi e alla riflessione che il mondo politico locale di sinistra sta conducendo al fine di gettare le basi per una riprogettazione partecipata e democratica del futuro del nostro paese.
Cominciamo da oggi a intraprendere un cammino diverso, un percorso nuovo, mettendo in discussione le nostre strategie, i nostri approcci e i nostri obiettivi. Soltanto se riusciremo a stimolare ed ottenere la partecipazione e il contributo di tutti i cittadini interessati alla ricostruzione democratica del nostro campo politico potremo immaginare di far prevalere una diversa cultura di governo del paese, un progetto di città inclusivo e moderno.
Noi vogliamo provarci.

Rifondazione Comunista
la Sinistra l’Arcobaleno
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martedì 6 maggio 2008

IL 1° MAGGIO E L'ALTO PROFILO ISTITUZIONALE DEL CENTRO-DESTRA

Anche quest’anno, la locale sezione della CGIL ha organizzato una manifestazione per la celebrazione del Primo Maggio, festa dei lavoratori. L’iniziativa, che ha visto l’intervento di Minnj Mincuzzi, segretario provinciale Flai CGIL, era aperta a tutti i cittadini di Corato e ai rappresentanti dei partiti politici (regolarmente invitati) che avessero voluto partecipare a questo momento celebrativo. Anche le istituzioni locali sono state invitate ad intervenire in rappresentanza di tutta la cittadinanza di Corato. L’Amministrazione di centro-destra è stata, invece, del tutto assente (come già accaduto negli ultimi due anni). O meglio, gli esponenti della destra coratina si sono affacciati in piazza Cesare Battisti al termine del corteo (al quale non avevano partecipato), rimanendo in disparte. Tra costoro vi erano anche membri della Giunta comunale e il Presidente del Consiglio Comunale, dal quale, in qualità di rappresentante di tutti i consiglieri comunali, ci saremmo aspettati una diversa sensibilità e una partecipazione più attiva. Questi autorevoli personaggi, invece, hanno preferito aggirarsi ai limiti di Piazza Cesare Battisti, giusto per non rinunciare al loro tipico presenzialismo, stringendo mani e dispensando plateali saluti (forse dimentichi del fatto che la campagna elettorale sia terminata).
Certo, questo comportamento non ci stupisce più di tanto, ma avevamo pensato che le parole pronunciate dal neo presidente della Camera, Gianfranco Fini, sull'importanza del 25 aprile e del 1° Maggio, potessero inaugurare una nuova e più avveduta prassi istituzionale anche a Corato. Tuttavia, abbiamo dovuto rilevare come il buon Fini, prima di diventare Presidente della Camera, non si è affatto presentato alle celebrazioni per l’anniversario della Liberazione, mentre il giorno dopo la sua elezione ha vergognosamente marcato visita per quelle del Primo Maggio, lasciando solo il suo collega Schifani alla destra del Presidente della Repubblica, costringendo il Presidente del Consiglio a “scalare” di un posto per riempire quella sedia vuota (quando si parla di sinistra riempi poltrone). È questa l’attenzione che la destra italiana, a Roma come a Corato, dedica ai problemi del lavoro? È questo il rispetto concesso ai lavoratori che, anche durante il Primo Maggio, continuano ad essere vittime di infortuni? È questo l’alto senso delle istituzioni di chi invoca la lotta armata per dividere l’Italia? Non ci resta che complimentarci con il centro-destra italiano, che continua progressivamente lungo la sua strada di demolizione dell’antifascismo e dei diritti dei lavoratori, cercando di convincere gli italiani che queste siano solo “feste da comunisti”. Non ci riusciranno.
Non abbiamo niente di che vergognarci. Non candidiamo fascisti come Ciarrapico, e non abbiamo paura a difendere i diritti dei lavoratori.
Siamo orgogliosi del nostro antifascismo, del Primo Maggio e del nostro ordinamento costituzionale. Siamo molto meno orgogliosi di chi, indegnamente, le rappresenta.


Rifondazione Comunista
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